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L’immaginazione é più importante della conoscenza
01/06/2016
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L’immaginazione é più importante della conoscenza

L’immaginazione è lo strumento fondamentale attraverso cui la coscienza umana trascende la realtà alla luce di un possibile. E in quanto tale, l’immaginazione esprime la capacità di negare liberamente il mondo, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione, e di crearne altri a nostro piacimento.
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La dimensione umana al centro dell'educazione - L'insegnamento di R. Steiner
17/05/2016
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La dimensione umana al centro dell'educazione - L'insegnamento di R. Steiner

Se veramente conoscessimo l’uomo, comprenderemmo che la vita intera è un’unità, e nell’insegnamento  non dobbiamo considerare solo il ragazzo nella sua fase di vita in cui lo incontriamo, ma lo stesso in tutta la sua vita, nella sua globale totalità
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Il gabbiano Jonathan Livigston: una passione incapace di compromessi
26/04/2016
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Il gabbiano Jonathan Livigston: una passione incapace di compromessi

Dove porta una passione incapace di compromessi? Richard Bach risponde a questo quesito. L’idea di libertà è la chiave di volta da cui si sviluppa il racconto: la passione del volo libero è ciò che rende Jonathan diverso: unico tra i suoi simili, capace di trasgredire le regole dello stormo.

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Lusus hic sit: l'apprendimennto come gioco
21/04/2016
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Lusus hic sit: l'apprendimennto come gioco

Lusus hic sit, ”che l’apprendimento sia come un gioco”. Lo sosteneva Marco Fabio Quintiliano che, chiamato dall’imperatore Vespasiano per riorganizzare la cultura romana e per costruire un progetto di formazione ed educazione delle nuove generazioni, non aspettò altro per mettere nero su bianco il suo progetto.
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La scuola della noia? Serve un cambiamento
15/04/2016
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La scuola della noia? Serve un cambiamento

Troppo spesso si ha l’impressione che nelle scuole si voglia insegnare attraverso la noia, che il livello di apprendimento sia proporzionale alla noia che l’alunno ha esperito. Se non ci si annoia, in fondo, non si ha appreso la lezione: questo sembra essere lo spirito che (inconsapevolmente) anima molti insegnanti.
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De liberis educandis: il ruolo dell’educazione
15/03/2016
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De liberis educandis: il ruolo dell’educazione

L’aspetto fondamentale, per il quale Plutarco rappresenta un autore molto attuale, è il ruolo che ricopre nell’educazione il concetto di inclinazione naturale e di  talento. La formazione dell’individuo avviene attraverso l’insegnamento di precetti e attraverso l’esercizio, ma fondamentalmente il punto di partenza è l’inclinazione naturale, che differenzia per passione e personalità un individuo da un altro.
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Ancora su “petaloso”
09/03/2016
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Ancora su “petaloso”

Quanto ha portato tale bambino ha dire “petaloso” è, in altri termini, un qualcosa di insito nello stesso linguaggio. Infatti, il linguaggio non è altro che un magma di possibilità – alcune espresse ed altre che lo saranno. In quest’ottica, quindi, una nuova parola non è da considerarsi come un errore, quanto come l’espressione della stessa creatività che sostanzia il linguaggio
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Ho chiesto a Platone cosa fosse il talento.
17/02/2016
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Ho chiesto a Platone cosa fosse il talento.

E ssere filosofi, dunque, è essere curiosi o, in altre parole, semplicemente umani, perché la  curiosità consiste semplicemente nel desiderio di accrescere il nostro carattere, la nostra natura, la nostra indole o il nostro talento. La curiosità è la tensione più fertile dell’universo e prende il nome da una sollecitudine, da un progetto di vita, da una cura, insomma, dell’interiorità.              
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Quale istruzione per il lavoro che non c’è
15/02/2016
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Quale istruzione per il lavoro che non c’è

La persona dello studente è ora il punto di partenza, non più la professione, per questo occorrono percorsi scolastici che siano costruiti sulle sue inclinazioni, sui suoi talenti: occorre, dunque, che si lascino da parte i percorsi standard e che si vada verso un’istruzione che non abbia paura di definirsi e riconoscersi come dinamica ed individuale. O, meglio, dinamica in quanto individuale.
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Il gap tra Scuola e Lavoro: l'apprendimento dinamico
10/02/2016
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Il gap tra Scuola e Lavoro: l'apprendimento dinamico

Le competenze richieste dal mercato cambiano più rapidamente di quanto la scuola riesca a consolidarle in insegnamenti. Per cui se oggi serve una determinata competenza e chiedo alla scuola di insegnare questa competenza, si innesta un lento processo di apprendimento al termine del quale quella determinata competenza non serve più all'azienda.
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